Perché Valentina vuole tornare di nuovo in India?

Potrebbe sembrare una domanda facile, ma non lo è affatto.

Mi presento e vi racconto un po’ la mia storia: mi chiamo Valentina, ho 23 anni e vengo da Verona. Sono laureata alla triennale di lingue orientali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e fra qualche mese conseguirò la laurea magistrale. Il mio campo di studi e di interesse è il subcontinente indiano, ho infatti studiato lingua hindi e in generale la cultura indiana. Questa “strana” scelta è dovuta alla passione che la mia famiglia mi ha trasmesso: l’India. Fin da bambina l’argomento “India” è sempre stato presente. Sia chiaro, i miei non sono mai stati quei fanatici delle “culture orientali” e non erano certo quelli che andavano in India per trovare sé stessi o per la meditazione. Quando si partiva per l’India era soprattutto perché mio padre andava là a lavorare; ovviamente abbiamo avuto anche la fortuna di fare i classici tour dell’India del nord (che ho rifatto “da grande” e che rifarei ancora).

Sono tornata in India “da grande”, nel 2015, con una mia amica. È stata un’esperienza nuova e importante per la mia crescita. Sono stata un mese e mezzo in un distretto a sud di Calcutta, West Bengal, e poi nello Stato del Jharkhand, in mezzo alla campagna, tramite un’associazione che si occupa principalmente di bambini di strada (per chi fosse interessato, “Child In Need Institute” – CINI). La realtà indiana che ho visto e vissuto non è stata facile da digerire, ma mi sono subito resa conto che l’India ha così tante sfumature che non basta una vita per vederle tutte. Dopo questa esperienza ci siamo concesse un po’ di turismo: Varanasi, Agra, Fatehpur Sikri, Mathura, Vrindavan e New Delhi.

Dopo questo viaggio ammetto che la mia “voglia di India” era diminuita: gli ultimi giorni nel subcontinente sembravano infiniti e non vedevo l’ora di tornarmene nel Bel Paese. Nonostante questi sentimenti contrastanti, che mi avevano fatto riflettere molto se poteva essere questa o meno la mia strada, ho deciso di riprovarci e accompagnare mio papà per un viaggio di lavoro di una settimana. È stato davvero utile provare a vivere l’India sotto un altro punto di vista.

Nel 2016 sono ripartita per frequentare un corso di lingua hindi a New Delhi. Con altre due ragazze siamo state circa un mese e mezzo nella capitale e poi ci siamo concesse un mese di viaggio: Calcutta, Varanasi, Bombay ed infine due località di Goa, Benaulim e Agonda.

A giugno 2017 sono partita nuovamente per un tirocinio all’Ambasciata italiana di New Delhi (organizzato dalla mia università). Dalla capitale indiana sono stata in Rajasthan, a Udaipur e Jodhpur. Sono tornata in Italia a fine settembre.

Questo ulteriore viaggio è stato ancora diverso. Ho vissuto in una città come New Delhi, che già conoscevo, ho imparato a muovermi da sola e ad essere indipendente in un Paese come l’India.

Le mie esperienze indiane sono state completamente diverse, con persone diverse e in luoghi diversi. Quando qualcuno mi chiede (e sono in tanti) il perché di questa mia (a volte folle) passione, non riesco mai a dare una risposta. Ogni volta che torno in India mi sento a casa mia e ogni volta che riparto per l’Italia ho le lacrime agli occhi.

Ci sono tanti aspetti di cui mi sono innamorata: gli odori dei cibi che si sentono quando cammini in qualsiasi strada indiana (a me piace mangiare e in India puoi assaggiare moltissime pietanze!); gli sguardi intensi delle persone che ti fissano incuriositi; i sorrisi dei bambini dopo che gli hai dato un po’ di confidenza, che cercano di venderti qualunque cosa per la strada; i mille colori che vedi dappertutto; le persone che in treno ti fanno moltissime domande e ti avvertono qual è la tua fermata (ho fatto qualche viaggio notturno in treno e non si capisce mai dove si deve scendere); i mercati dove puoi comprare letteralmente qualunque cosa a prezzi stracciati (non sono un’appassionata dello shopping, ma in India è difficile non comprare!); prendere i famosi rickshaw, contrattate e litigare con gli autisti di questi rickshaw.

La mia lista potrebbe essere infinita e ovviamente spesso ci sono anche aspetti negativi, ma penso che in qualunque luogo al mondo ci siano aspetti negativi. Io mi concentro solo ed esclusivamente su quelli positivi, che sono quelli mi fanno sentire felice ogni volta mi trovo in India.

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By valentina.b / Administrator, bbp_keymaster

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on Oct 09, 2017

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