Conversazione con Michael Marquand

  • Il tuo lavoro si concentra sui viaggi, sulle persone, sugli interni, sulla cultura e sul cibo. Perché proprio questi soggetti?
    Le persone e i viaggi sono arrivati quasi automaticamente, dato che sono sempre stato interessato a fotografare questi soggetti fin da quando ho iniziato a studiare fotografia. Gli interni sono arrivati quando ho iniziato a fotografare alcune caratteristiche del viaggio e quindi qualche volta mi è capitato di dover includere alcuni hotel o ristoranti. Più fotografavo diversi spazi interni e più li trovavo interessanti sia da un punto di vista culturale sia da un punto di vista estetico. Ho iniziato a studiare la fotografia del cibo quando stavo lavorando per una startup eho dovuto quindi fare alcuni scatti al cibo. Una volta aver imparato quella parte del lavoro, tutto si è incastrato alla perfezione anche con il mio lavoro editoriale. Le caratteristiche del viaggio quasi sempre includono gli altri miei quattro soggetti. Anche un piccolo dettaglio di un ristorante includerà degli scatti riguardanti lo chef, il cibo e gli spazi interni. La cultura è l’elemento che lega questi soggetti.
  • Dicci qualcosa riguardo il tuo viaggio iniziale. Quali difficoltà hai dovuto affrontare quando sei entrato nel mondo della Fotografia?
    Sono entrato nel mondo della fotografia per la prima volta quando ero al liceo. Sono finito poi a frequentare un corso di arte al college a Seattle, dove ho studiato fotografia. Dopo la laurea sono stato a Seattle circa un anno per affiancare diversi fotografi, e poi mi sono trasferito a New York. È un mondo molto competitivo e a volte devi essere in qualche modo un imprenditore e questo non rende le cose facili. Mi sono inoltre trasferito a New York poco prima della crisi del 2008, cosa che ha fatto chiudere per un po’ di tempo l’industria della fotografia e la ripresa fu lenta: partire da lì fu una battaglia faticosa.
  • Non mi sono mai imbattuto in un fotografo che ha idee e concetti così diversi. Chi/ Cosa è stata la tua più grande motivazione?
    Non credo di poter parlare di qualcuno che sia stato la mia più grande motivazione. È un’idea così astratta. Posso però dirti i nomi dei fotografi, le cui opere, mi hanno ispirato maggiormente: Steve McCurry, Sally Mann e Michael Ackerman.
  • Viaggeresti mai senza macchina fotografica? Perché Sì/ Perché No?
    Finora non mi è mai capitato. Penso però che se trovassi qualcosa da fotografare mi infastidirebbe il fatto di non poterla fotografare.
  • Il tuo lavoro è considerato bene o male un lavoro da sogno. Secondo te, cos’è responsabile di questa opinione?
    Sono davvero grato che per vivere sono arrivato a fare quello che faccio. In ogni caso le persone pensano che sia ancor più un lavoro da sogno. A volte per esempio mi capita di fotografare soggetti noiosi e per ninete emozionanti. Lo stesso tempo che passo a fotografare, lo passo anche per il montaggio. Non ho uno stipendio fisso e sono sempre in cerca di nuovi lavori. Sicuramente non c’è nessun altro lavoro che farei, ma quando parlo con le persone che non lavorano nel campo della fotografia, penso spesso che abbiano un’idea troppo romantica di ciò che faccio per vivere.
  • Hai catturato con le tue foto la bellezza del Bhutan. Sei in grado di approfondire il tuo viaggio in Bhutan e raccontarci qual era la forza trainante del tuo progetto?
    Sono andato in Bhutan per lavorare ad una startup chiamata MyBhutan: lo scopo era quello di fornire un portale online per la prenotazione di viaggi in Bhutan. Il Bhutan ha infatti pochissime infrastrutture e l’entrata in questo Paese è molto regolata; inoltre quando i turisti viaggiano in Bhutan sono quasi sempre obbligati a tour guidati, e di solito includono gli stessi pochi luoghi del Bhutan centrale. MyBhutan punta a cambiare questa dinamica offrendo viaggi in posti più remoti del Paese. Il mio lavoro era quello di viaggiare nei distretti orientali per creare un nuovo scenario per i futuri turisti e promuovere quindi il turismo in nuove aree del Bhutan.
  • Qual è la tua esperienza di viaggio preferita? Ti piacerebbe raccontarcelo?
    Il Bhutan è stata sicuramente un’esperienza unica, fuori dal comune e semplicemente fantastica. Al secondo posto c’è probabilmente il mio viaggio in India.
  • La fotografia dei cavalli bianchi mi ha affascinato. Che tipo di requisiti e idee hai in testa prima di fotografare soggetti di questo genere?
    Non so se ho un particolare requisito prima quando scatto una fotografia, in quanto devo coordinare la mia velocità nell’aggiustare l’apertura e la velocità dell’otturatore, cosa che ormai sono naturali per me. Quella foto l’ho scattata in Islanda. Io e i miei amici eravamo in viaggio e abbiamo visto questo gruppo di cavalli che sembrava stessero giocando. Ci siamo fermati e uno dei miei amici ha iniziato ad interagire con loro e io ho semplicemente iniziato a fotografare. È stato proprio trovarsi “nel posto giusto al momento giusto”.
  • Dove sei diretto prossimamente?
    Sinceramente non lo so. Sto programmando di tornare in Bhutan l’anno prossimo per fotografare il sud, ma non so cosa

About the Author

By valentina.b / Administrator, bbp_keymaster

Follow valentina-b
on Oct 25, 2017

nessun commento

lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Io Participo

"- Viaggiare con noi e’ il modo migliore per avvicinarsi alla vita quotidiana della gente locale. Con Parallels e Meridians, avrete l’opportunita di condividere la vostra sapienza preziosa, arte e intelligenza con la gente. Quindi se sei un artisto, un fotografatore, un cuoco o se pensate che avete delle abilita’ che potete condividere con la communita locale, fateci sapere cosi organizeremmo un attivita’ speciale per voi nel corso del viaggio per sopportare la gente."