Conversazione con David lefranc

David LeFranc, giornalista e fotografo, ha viaggiato il mondo e fatto della sua passione il suo lavoro. Abbiamo la fortuna di vedere il mondo attraverso le sue fotografie. In un’intervista esclusiva con Parallels & Meridians, ci parla del suo fascino per l’India, le sue esperienze da fotoreporter e i concetti che ispirano il suo lavoro.

    • Come programmi i tuoi viaggi?
    • In un mondo ideale, io sarei un turista normale. Andrei in vacanza in India e camminerei per le strade fotografando i visi della gente, i paesaggi e per immortalare i momenti salienti dei miei viaggi.Sono un professionista e per me ci sono due modi di procedere. Vengo contattato dalle riviste che mi chiedono di fare alcune foto su dei soggetti specifici, oppure ho l’idea di un progetto e la invio a loro. Se accettano, allora posso pianificare il mio viaggio.
    • Sei stato un fotografo professionale per 32 anni. Cos’è che ti mantiene motivato?
    • Per me la fotografia rappresenta il “viaggio”, è un modo di viaggiare. Dato che la fotografia mi entusiasma tanto, non ne ho mai abbastanza, e continuerò finché potrò.Andrei avanti fino a dire che senza la mia fotocamera non sono la stessa persona. Con la fotocamera sono più coraggioso, mi avventure e mi faccio guidare per le caotiche strade.

    • C’è un Paese che ti affascina più di tutti?
    • Ogni Paese che visito mi affascina per molte ragioni.In India per esempio potrei starmene seduto per un giorno intero e ammirare lo “spettacolo” delle strade. L’India è fenomenale. È straordinario essere testimone del continuo spettacolo delle strade indiane. Alla fine di un giornosimile potrei anche avere scattato tra le 500 e le 600 fotografie.Sono anche un fan del Giappone, sia per i suoi aspetti artistici e sia per i suoi aspetti culturali. L’approccio ad ogni Paese è completamente diverso, ma allo stesso tempo molto interessante.
    • Uno dei tuoi soggetti preferiti sono i Bambini del mondo. Avresti voglia di approfondire?
    • Quando ero piccolo sono rimasto affascinato dal libro “Family of Man” di Edward Steichen, nel quale c’era una raccolta di foto in bianco e nero sulla condizione umana. Queste foto sono state il soggetto di una mostra al Museo di Arte Moderna (MOMA) di New York.I bambini sono spontanei, straordinari e imprevedibili. Si riesce immediatamente a sentire la sincerità di un bambino quando viene fotografato, c’è immediatamente una connessione visuale.Anche le donne sono altrettanto affascinanti, emanano eleganza naturale e incredibile bellezza. Spesso inconsapevoli della loro bellezza, alcune di loro si domandano il perché io le voglia fotografare. Senza esitazione, chiedo al mio interprete di dir loro che le sto fotografando perché sono bellissime. Ci sono moltissime reazioni differenti quando dico questa cosa.
    • Le persone che fotografi a volte possono essere sospettose di ciò che stai facendo? Qual è il tuo approccio con le persone?
    • È già abbastanza approcciarle con un sorriso, essere cortesi e soprattutto spiegar loro perché le vorrei fotografare. Per un miglior approccio, comunque, devo essere abile nel conoscere i costumi e le tradizioni locali.
    • I viaggi cambiano le persone. Come ti hanno cambiato i tuoi viaggi?
    • Ho un punto di vista molto critico nei confronti della nostra società. Come umanista e viaggiatore, ho una visione più globale del mondo. Vedo la società in continua evoluzione. Paragonando l’India del 1950, l’India di oggi è più aperta al mondo esterno. Io sostengo particolarmente la condivisione del benessere.
    • Da grande viaggiatore, cosa diresti alle persone riluttanti a viaggiare?
    • Sostanzialmente, direi loro che la miglior cosa da fare è viaggiare per scoprire il mondo, prendersi del tempo per incontrare le persone locali e godersi le nuove culture.È anche vero che la paranoia è diventata molto presente nella nostra società, dopo i terribili fatti avvenuti recentemente. Le persone esitano sempre più a viaggiare. Ma questa rimane l’esperienza più ricca e profonda che si possa vivere.
    • Hai un aneddoto da raccontarci?

  • Non uno, milioni!Adoro il senso dell’umorismo indiano. Viaggio sempre con Rakesh, un autista con il quale sono molto in confidenza. Abbiamo alcune nostre piccole abitudini, Rakesh prende spesso una Coca Cola e io un’altra bibita fresca. Il mio autista, e amico – ha la disgraziata tendenza di lanciare le bottiglie vuote fuori dal finestrino. Una volta gli ho detto che non mi piaceva questo atteggiamento e gli ho dato un sacchetto di plastica da usare come cestino. Ho detto, “dammi le tue bottiglie di Coca Cola vuote e mettile in questo sacchetto di plastica”. Nel nostro ultimo viaggio, abbiamo ripreso le nostre abitudini. Una Kingfisher per me e una Sprite fresca per il mio amico. Durante il tragitto, Rakesh ha aperto il suo finestrino e di nuovo ha lanciato la sua bottiglia vuota fuori. Gli ho chiesto perché l’ha fatto e ha risposto, “boss, non era una Coca Cola, era una Sprite!”
Parallels and Meridians  Per maggiori informazioi, seguite David LeFranc qui.

About the Author

By valentina.b / Administrator, bbp_keymaster

Follow valentina-b
on Nov 01, 2017

nessun commento

lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Io Participo

"- Viaggiare con noi e’ il modo migliore per avvicinarsi alla vita quotidiana della gente locale. Con Parallels e Meridians, avrete l’opportunita di condividere la vostra sapienza preziosa, arte e intelligenza con la gente. Quindi se sei un artisto, un fotografatore, un cuoco o se pensate che avete delle abilita’ che potete condividere con la communita locale, fateci sapere cosi organizeremmo un attivita’ speciale per voi nel corso del viaggio per sopportare la gente."